Standard di razza e aggressività

Chiariamo subito un concetto fondamentale: l’aggressività del cane nei confronti degli elementi della famiglia in cui vive e nei confronti dei loro conoscenti o visitatori può avere una spiegazione logica solo se l’animale ha l’indole da soggetto Molto dominante (MD).

Questi soggetti, fino a qualche decennio fa molto rari, hanno delle caratteristiche comportamentali tali da rappresentare, in ogni caso, un pericolo per l’uomo. Infatti, sono soggetti che, nella stragrande maggioranza dei casi, assumono con grande facilità e fin da piccoli il comando del proprio gruppo familiare e considerano il territorio ove vivono il “loro territorio”. Logica conseguenza di ciò, metteranno in riga chiunque voglia imporre loro qualcosa e difenderanno il territorio (giardino o casa) da chiunque vedranno come potenziale invasore, anche fratelli o amici intimi dei cosiddetti padroni di casa. Facile fotografare questa situazione nelle scene cui assistiamo quotidianamente a casa nostra o di chiunque possieda un cane. Nelle situazioni normali, quando il cane ha riconosciuto e accettato la dominanza dei proprietari, accoglierà scodinzolando e facendo le feste a chiunque “venga in pace”, mentre ringhierà o abbaierà alle persone sconosciute. Nelle situazioni opposte, sarà il cane a decidere, secondo le proprie simpatie, chi può e chi non può entrare in casa, magari prendendosela col fratello del “padrone” e accettando tranquillamente persone a lui sgradite. Queste situazioni sono facilmente verificabili quando il “padrone” deve chiudere il cane o tenerlo al guinzaglio quando viene un ospite. Ugualmente, un soggetto molto dominante sarà capace di abbaiare e ringhiare a persone che, anche quotidianamente, passano davanti alla ringhiera di casa, mentre un cane “normale”, una volta identificato l’estraneo come non pericoloso, smette dopo pochi giorni la fastidiosissima sceneggiata ignorando il fatto. I pastori tedeschi, giustamente descritti proprio dal Fioroni come il prototipo del cane equilibrato (quando lo erano), sono molto spesso i più terribili in questa “specialità”, arrivando a organizzare dei veri e propri agguati, nascondendosi dietro le siepi fino all’ultimo momento e comparendo improvvisamente abbaiando furiosamente e facendo prendere degli spaventi terribili al povero passante! Con un ulteriore pericolo: che il malcapitato abbia una reazione esagerata e vada a finire in mezzo alla strada, rischiando un investimento. L’aggressività, in un animale che vive a stretto contatto con l’uomo, deve, quindi, essere vista in modo assolutamente negativo.

Essa può essere giustificata solo in casi di autodifesa da situazioni oggettivamente pericolose per la sua vita. Tutti i soggetti che presentano manifestazioni di paura o aggressività ingiustificate dovranno essere tolti dall’attività riproduttiva. Spesso, purtroppo, i criteri di scelta sono basati sulla bellezza e, in caso di soggetti particolarmente “belli”, troppi addetti del settore fanno finta di non vedere, facendo riprodurre esemplari deviati che, fatalmente, aumenteranno la percentuale già alta di cani squilibrati.

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