Le cause dell’aumento dei soggetti Molto dominanti (MD)

Come mai ci sono tanti soggetti dominanti?

Ma perché, nello spazio di un decennio, la nascita di questi soggetti esageratamente dominanti è aumentata di dieci, venti o trenta volte? E cosa, negli ultimi dieci anni, ha riportato indietro, almeno in parte, questo inquietante fenomeno?

Uno dei motivi più frequenti che viene addotto è l’incapacità del proprietario a gestire il cane, ma questa spiegazione non regge all’analisi comparativa con quanto succede attualmente rispetto agli anni ’70. In tale periodo storico, il cane era ancora un animale “normale”, e il numero dei soggetti capo branco si limitava a pochissimi cuccioli (di norma, due per cucciolata). Tutti gli altri avevano l’istinto del gregario e si sottomettevano naturalmente al “branco” rappresentato dalla famiglia dove andavano a vivere a partire dal terzo mese. Anche l’elemento più mansueto e debole della famiglia godeva di un automatico riconoscimento di superiorità di grado da parte del cane cucciolo o adulto arrivato nel nucleo familiare. Ovviamente, i soggetti Molto dominanti (MD) o Dominanti (D) richiedeva un altro approccio da parte dei proprietari, ma, nella maggior parte delle situazioni, era sufficiente intervenire con autorità alla prima manifestazione di sfida e non era difficile tenere il cane al suo posto. La carica autoritaria di un solo membro della famiglia era sufficiente a dissuadere il cane a “prendersela” con altri familiari. Attualmente, è frequente riscontrare che il soggetto MD o D rispetta l’autorità di uno dei familiari, ma tende a “rifarsi” con qualche altro più debole (bambini, anziani, specie quando non è presente in casa il capo). Purtroppo esiste una corrente di educatori che sono convinti che il sistema educativo migliore sia quello della persuasione e dell’educazione dolce. Molto bello in teoria, ma lontano dalle leggi naturali, almeno per i soggetti capo-branco: essi, frequentemente, si comporteranno benissimo con l’addestratore, ovviamente autorevole, ma ritorneranno ingestibili o addirittura peggiorati appena tornati a casa. Nella mia vita professionale ho potuto riscontrare un numero veramente elevato di tali situazioni, anche quando l’addestramento avveniva assieme al proprietario. Alla base di tutto vi è la considerazione che l’autorevolezza è una dote innata e non si acquista. Come dire che, di fronte a un soggetto capo branco, è quasi inevitabile, per un’errata percezione della situazione, che tutta la famiglia si pieghi al suo dominio. Questo non significa che tali soggetti non siano affettuosi o giocosi, ma il carattere dominante emergerà in ogni occasione nella quale si vuole imporre qualcosa o che qualcosa dà loro fastidio. Si pensi che molte persone (veramente troppe) sono convinte che è normale che un cane morda i bambini “perché questi gli rompono le scatole”! Fermo restando che è corretto insegnare ai bambini di non tormentare inutilmente il cane, teniamo presente che essi l’hanno fatto da quando mondo è mondo, e qualsiasi cane, venti o trenta anni orsono, non si sarebbe, a parte rarissimi casi, neanche sognato di mordere: avrebbe sopportato stoicamente tutto e, come unica reazione possibile (e neanche frequente), si sarebbe allontanato per evitare la prosecuzione del “martirio”. Ciò per ribadire che un cane che morde un bambino sta facendo qualcosa che non fa parte della normalità.

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