Effetti citotossici dell’ossitetraciclina

Uno dei pilastri fondamentali della composizione delle nostre formule, è l’assenza di residui farmacologici, in particolare di ossitetraciclina, identificata da me e dal Centro ricerca e sviluppo SANYpet – FORZA10, come principale tossico causa di numerosi fenomeni infiammatori nei nostri pet.

Già negli anni ’70, a seguito del fiorire di nuove patologie di origine alimentare e dell’analisi, eseguita in sei anni, di un cospicuo numero, oltre 1300, di casi clinici, ero arrivato alla conclusione che le manifestazioni di intolleranza alimentare, fossero in realtà dovute alla presenza nell’osso di residui tossici dell’ossitetraciclina, antibiotico largamente e legalmente usato nell’allevamento intensivo, specie del pollo.

SANYpet, quindi, fin dall’inizio della sua attività, non ha mai impiegato materie prime provenienti da allevamenti intensivi, ma ha privilegiato il pesce di mare, carni provenienti da allevamenti estensivi e materie prime biologiche che garantissero l’assenza di questo residuo farmacologico assieme a un controllo sistematico dei metalli pesanti.

Due ricerche mirano a confermare quanto solamente ipotizzato nei miei anni di pratica medico veterinaria. Questi studi sono stati pubblicati, il primo, sulla rivista “Poultry Science” e ha visto la collaborazione dei Dipartimenti di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, di Scienze Mediche Translazionali dell’Università di Napoli, Federico II e Scienze dell’Università della Basilicata, il secondo, sulla rivista “Journal of Biochemical and Molecular Toxicology” nato dal lavoro congiunto dei Dipartimenti di Scienze Mediche Translazionali dell’Università di Napoli, Federico II e Scienze dell’Università della Basilicata.

LE RICERCHE

Lo studio “Cytotoxiceffects of oxytetracycline residues in the bones of broiler chickens following therapeutic oral administration of a water formulation“, ha valutato:

  • la presenza residuale di ossitetraciclina e suoi epimeri in macinato d’osso proveniente da polli cui era stata
  • somministrato l’antibiotico nell’acqua di bevanda secondo i classici schemi di trattamento;
  • l’effetto citotossico in vitro su linee linfoidi umane e canine.

L’ossitetraciclina è un antibiotico che fa parte della classe delle tetracicline, ed è largamente e legalmente impiegata nell’allevamento zootecnico intensivo, per l’ottimo rapporto costo/beneficio. Essa è stata somministrata a polli da carne attraverso l’acqua di bevanda secondo i normali schemi di somministrazione, assicurando che fossero rispettati i tempi di sospensione prescritti. Sono inoltre stati condotti dei test in vitro incubando linfociti sia umani sia canini con un mezzo condizionato con osso trattato con ossitetraciclina per valutarne la citotossicità.

Lo studio ha messo in evidenza che:

  • il macinato d’osso proveniente da animali trattati in cui veniva rispettato il periodo di sospensione, presenta livelli 10 volte superiori rispetto il LMR (Limite Massimo Residuale) previsto per il muscolo (100 µg/kg)
  • le cellule incubate in un medium condizionato con macinato d’osso proveniente da animali trattati andavano in apoptosi (morte programmata).

I risultati evidenziano quindi non solo la permanenza, per lunghi periodi, di residui di ossitetraciclina nel tessuto osseo ma soprattutto l’effetto citotossico, attraverso l’induzione di apoptosi, che tale antibiotico esercita. Risulta dunque chiaro come i tempi di sospensione non proteggano da tutto ciò che contiene osso, come evidenziato in moltissime farine di carne utilizzate comunemente nel petfood.

Lo studio “Toxicological Implications and Inflammatory Response in Human Lymphocytes Challenged with Oxytetracycline” ha voluto approfondire quanto emerso nella precedente sperimentazione valutando sia l’effetto citotossico nei confronti di cellule del sistema linfoide, sia la possibile azione pro – infiammatoria dell’ossitetraciclina mediante valutazione, in vitro, del rilascio di Interferone-gamma (INF-γ) da parte di cellule del sistema linfoide.

Lo studio condotto in vitro su cellule linfoidi umane ha:

  • confermato l’effetto pro-apoptotico dell’ossitetraciclina sulle cellule del sistema linfoide che si esplica prevalentemente dopo 24-48 h di incubazione;
  • evidenziato un diverso comportamento delle medesime cellule nelle prime fasi di esposizione all’antibiotico (10-12 h), rispetto alle fasi tardive (24-48 h);
  • evidenziato un aumento statisticamente significativo della produzione di INF-γ da parte dei linfociti T CD4 e CD8 come pure da cellule non-T.

I risultati estremamente interessanti dello studio confermano l’effetto pro-apoptotico dell’ossitetraciclina, tuttora largamente utilizzata in allevamento, che può avere un riflesso rilevante sull’omeostasi tissutale e alterare le condizione di tessuti, organi e apparati, inclusa l’induzione di fenomeni autoimmuni. L’aumento della produzione di INF-γ, una delle principali molecole ad effetto pro-infiammatorio, è un ulteriore elemento a supporto della tesi dell’effetto tossico e pro infiammatorio determinato dall’ossitetraciclina e di un suo ruolo importante nello sviluppo di conseguenti reazioni infiammatorie.

LE CONSEGUENZE SULLA SALUTE

A livello scientifico, tali risultati aprono a scenari più complessi e a prospettive future di ricerca volte ad indagare la relazione fra alimentazione e patologie su sfondo infiammatorio.

E’ importante sottolineare che tutti gli studi sulla tetraciclina già pubblicati e quelli ancora in corso, sono nati dopo che, negli anni ’70, l’avevo clinicamente identificata come probabile causa delle più comuni patologie infiammatorie del cane e del gatto. Queste reazioni infiammatorie sono tuttora prive di una spiegazione, e vengono quasi sempre indicati i saprofiti locali come causa quando è evidente che la crescita esponenziale del saprofita è solo l’effetto dell’infiammazione locale e non la causa.

Gli studi sull’ossitetraciclina già promettono di spiegare scientificamente perché una dieta che elimini tutte le fonti alimentari che possono contenerla fanno regredire con estrema rapidità i più comuni processi infiammatori dei pet.

In altre parole s’indagherà ulteriormente la relazione tra ossitetraciclina e stato infiammatorio e i riflessi sulla salute dei nostri pet.

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