A proposito di petfood

Chiunque voglia dedicare un minimo di attenzione al mondo degli animali domestici (e dubito fortemente che esista qualcuno che non abbia a cuore l’argomento) e alimenta il proprio cane o gatto con questi alimenti industriali, è sicuramente turbato dalle notizie allarmanti che provengono da più parti.

Allarme crocchette
Tali allarmi identificano le crocchette come causa principale dei problemi che affliggono gran parte degli animali e invitano ad abbandonare questo tipo di alimentazione per ricorrere, come minimo, alle diete “Grain Free” e a base di proteine alternative. Purtroppo, però, dopo un miglioramento iniziale anche vistosissimo, ci si ritrova rapidamente con gli stessi problemi.

Grain Free, la soluzione?
Il “Grain” non è certo un alimento eccezionale, anzi, ma non è neanche la vera causa dei guai del cane, perché, nonostante le recenti convinzioni, l’intestino del cane possiede, a differenza del suo progenitore lupo, gli strumenti genetici (vedi ricerca indipendente effettuata in Svezia dell’Università di Upsala) in grado di digerire perfettamente il cereale (sempre che sia di buona qualità e cotto bene).

Diete casalinghe
Anche ricorrendo a diete casalinghe, paleo diete, Barf o dieta raw, ci si illude di aver trovato la soluzione definitiva per vedere in salute il proprio amico, ma, quasi inspiegabilmente, ci si trova ad affrontare ricadute più o meno periodiche. Insomma, sembra proprio che la soluzione ideale non esista.

La soluzione più efficace
Ma non è così, la soluzione ce l’abbiamo sotto il naso, eppure nessuno l’ha identificata. Non proprio nessuno, perché ho personalmente avuto la fortuna di individuare la soluzione che permette di riportare le patologie a livelli “normali”. Questo perché è impossibile sconfiggere le malattie, che, purtroppo, hanno una funzione terribile ma naturale: tenere sotto controllo la numerosità delle varie specie. Quindi, l’obiettivo raggiungibile è eliminare le patologie determinate dall’uomo e dai suoi errori.

L’osso il minimo comun denominatore
Qual è, dunque, il minimo comune denominatore tra diete così diverse? Il nemico invisibile, che porta i fautori di ogni dieta a negare i suoi aspetti negativi e a evidenziare quelli delle altre, è un elemento che sistematicamente o periodicamente o saltuariamente fa parte di tutte le diete, sia industriali sia casalinghe: l’osso!
Questo alimento, che da migliaia di anni viene assunto dal cane, compare e scompare dalla sua dieta a seconda delle varie convinzioni, che possono contrapporsi ed essere al tempo stesso entrambe corrette: da un lato c’è chi sostiene che l’osso faccia parte dell’alimentazione naturale del cane e gli conferisce funzioni nutrizionali, digestive e meccaniche di pulizia dentale, e dall’altro lato c’è chi lo ritiene, giustamente, pericoloso per altri problemi, di tipo meccanico (fecalomi, occlusioni e perforazioni) e perché l’animale non è più abituato a gestirlo. Fatto sta che i problemi compaiono, cronici, quando l’osso fa parte dell’alimentazione quotidiana, o saltuari o periodici quando viene dato solo in determinate situazioni.

L’osso è presente quasi dappertutto
Faccio osservare che molti, usando crocchette o scatolette o snack sono magari convinti di non dare da mangiare osso al loro cane, mentre è comunque presente nelle farine di carne tradizionale e anche negli alimenti umidi.

L’osso, la causa delle patologie più frequenti
Ma perché l’osso è la causa dei problemi cronici o ricorrenti più comuni del cane e del gatto (congiuntiviti, lacrimazione costante, cheratiti, gengiviti, alito cattivo e stomatiti, placca e tartaro, otiti, gastriti, vomito a digiuno notturno, flatulenza, diarrea o feci malformate, dermatiti, forfora, cute maleodorante, perdita costante del pelo indipendentemente dall’avvicendamento delle stagioni, prurito furioso al collo e fondo schiena, leccamento della zampa e vari problemi comportamentali, tutti raggruppabili sotto un altro minimo comune denominatore, ovvero l’ansia)?

Osso e ossitetraciclina
Il motivo non è l’osso in quanto tale, ma ciò che troppo spesso veicola: i residui tossici dell’ossitetraciclina, un antibiotico largamente e legalmente usato nell’allevamento intensivo, specie del pollo, che diventa tossico quando si deposita proprio nell’osso e, in minor parte, nel grasso. Di questa sua tossicità e capacità di scatenare reazioni infiammatorie violente, clinicamente scoperta personalmente già da oltre 40 anni, esistono prove inoppugnabili, documentabili su due riviste scientifiche, “Poultry Science” e “Journal of Biochemical Molecular Toxicology”.

Una trasformazione diabolica
Purtroppo nessuno, a livello mondiale, si era mai accorto di questa trasformazione diabolica dell’ossitetraciclina; dico “diabolica” perché questo antibiotico è molto efficace nel combattere o evitare le patologie dovute all’allevamento intensivo, è estremamente economico e non produce alcuna reazione diretta negli animali, non richiedendo in tal modo approfondimenti di sorta da parte delle autorità sanitarie di tutto il mondo.

Una lacuna nei controlli
Questa incredibile “lacuna” della scienza sta complicando in modo veramente impressionante la vita dei nostri pet. Tutto ciò potrebbe sembrare semplice teoria, ma l’esperienza clinica toglie ogni dubbio: eliminate completamente qualsiasi alimento che contenga osso derivante da allevamento intensivo, e vedrete sparire una percentuale impressionante delle manifestazioni patologiche sopra descritte.

L’allevamento intensivo
È importante sottolineare “osso derivante da allevamento intensivo”, perché l’osso degli animali non trattati si “limita” a provocare eventualmente i problemi già citati, cioè fecalomi, occlusioni o perforazioni intestinali.

Come verificare se un alimento è sano
Suggerisco sempre di utilizzare questo semplice sistema per verificare se un alimento non ha controindicazioni per il vostro animale: NON deve comparire, a due o tre ore dalla sua ingestione, alcuno dei sintomi sopra citati. Se i sintomi sono già presenti cronicamente, analizzate la composizione degli alimenti che date al vostro pet ed eliminate tutti quelli che contengono o possono contenere, anche se non dichiarati, osso derivante da allevamento intensivo. Non è difficile far star bene i propri beniamini, senza fare guerre di religione fra i fautori delle varie diete, perché, se ben formulate e prodotte seriamente, anche le diete industriali possono garantire un ottimo livello di salute. Basta scegliere aziende serie e guardare bene le loro formulazioni. Buona dieta a tutti!

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