Secco, umido o mix?

Meglio il secco, l’umido o meglio tutti e due assieme?
Chi ha un cane e/o un gatto si trova spesso di fronte al dilemma se alimentarlo solo col secco, se dargli solo alimenti umidi o se mescolarli assieme.

Gli alimenti secchi
Essi, come tutti gli alimenti, possono essere ottimi, buoni, cattivi o pessimi. Tutto dipende dalle materie prime che sono state utilizzate e dal giusto mix di esse. Tuttavia, anche con il giusto mix, le crocchette da sole non sono adatte di norma a un consumo continuativo e come unico alimento. Questo perché esse contengono una percentuale di sostanza secca elevatissima (circa il 90%) e pochissima acqua, rendendo troppo denso il torrente circolatorio, sia ematico che linfatico. Di certo, gli alimenti secchi, anche per noi, aumentano la sete, ma può succedere che la sete non sia tale da compensare la quantità di liquidi necessari ad un buon funzionamento dell’organismo. Ciò è valido per un certo numero di cani, ma se ci riferiamo al gatto, qui ogni tipo di crocchetta deve ricevere delle indicazioni più strette: è molto utile, addirittura necessario, mescolare il secco con l’umido. Tutti gli umidi sono caratterizzati da un’alta percentuale d’acqua, e questa caratteristica li rende ideali per bilanciare le caratteristiche di tutte le diete secche.

Gli alimenti umidi
Sul mercato, l’offerta di alimenti umidi è vastissima, e anche i questo caso, esistono umidi ottimi, buoni, cattivi e pessimi. Il criterio è lo stesso del secco: tutto dipende dalle materie prime, che possono essere gli scarti degli scarti, semplici scarti, scarti con parti nobili, solo parti nobili. Come capire cosa acquistiamo? Credo che il metodo migliore sia identificare il produttore e la provenienza delle materie prime impiegate. In questo caso, ad esempio, sono da privilegiare come ottime le aziende Canadesi, Neozelandesi, dell’Alaska o dell’Islanda, ciò perché le loro materie prime sono fra le più pulite. Le Australiane entrano nel gruppo delle buone/ottime, ciò perché esistono in loco sistemi semi-intensivi, che spesso portano all’uso dei farmaci. Altro elemento da considerare è la fetta di mercato che copre un’azienda: se è troppo grande, non potrà utilizzare solo materie prime provenienti dal proprio Paese, ricadendo nella massa del mediocre. Tutto il resto, infatti, viaggia fra il cattivo e il pessimo, perché si usano tutti i sottoprodotti, carcasse e resti di bassa macellazione. Chiarisco che i sottoprodotti non sono di per sé un problema, e cani e gatti potrebbero mangiarli senza problemi di alcun tipo se fossero privi di residui chimici e farmacologici, che vanno tutti a depositarsi proprio su carcasse e sottoprodotti, rendendoli assolutamente poco raccomandabili.

Quindi, come regolarsi?
L’unico modo è di scegliere aziende classificate specie dal pubblico come serie (la gente comune fornisce quasi sempre il giudizio più affidabile), meglio andando a verificare se le loro fabbriche sono nate dalla riconversione di cibi per animali da reddito o sono nate espressamente per fare del petfood. Non fidatevi, tuttavia, dei talebani sul web, cioè di coloro che predicano di avere la verità in mano e la gridano ai quattro venti scagliando anatemi a destra e a manca contro ciò che va contro le loro convinzioni. Nessuno ha la verità in mano, ma la vera forza sta nell’esprimere giudizi basati su quello che si tocca con mano (e lo stato di salute dei propri amici a quattro zampe lo si può verificare con facilità): un animale in piena salute sta quasi sempre mangiando alimenti fatti come si deve. Come più volte sottolineato, i primi elementi da osservare sono la lucentezza del pelo, pulizia degli occhi e orecchie, feci compatte e poco abbondanti, assenza di prurito e di processi infiammatori cronici o ricorrenti.

Una volta scelti i prodotti giusti, in che proporzioni mescolare il secco con l’umido?
La proporzione sarà abbastanza empirica: più o meno, ma senza preoccuparsi troppo col bilancino, mescolare l’80% della quantità di secco prevista sulla confezione con un 20% di umido. La giusta quantità in assoluto non esiste, limitatevi ad osservare se il cane o gatto ingrassa, dimagrisce o è normopeso, e agire di conseguenza.

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