Il colpo della strega

Chi non ne ha mai sofferto può dirsi fortunato perché è molto frequente e ti fa vedere i sorci verdi dal dolore. D’altronde, la nostra schiena, inizialmente, non era stata progettata per la posizione eretta, e la sua fisiologia ha faticato a trovare un equilibrio solido, al punto che il mal di schiena è diventato un flagello per milioni di persone di tutte le età.

Il colpo della strega capita all’improvviso, spesso senza che si sia fatto uno sforzo particolare. Certo è che solo il raddrizzare la schiena diventa difficilissimo e vi si riesce molto, molto lentamente. Non solo, la cosa si ripete lungo la giornata, proseguendo per vari giorni, costringendo a un’andatura che può far sospettare di avere avuto un incontro con un bruto! Scherzi a parte, la patologia è veramente invalidante, e il primo pensiero sarà quello di chiedere al proprio dottore (ma spesso al farmacista o a un conoscente, che sarà particolarmente felice di dare dei consigli….. saggi?).

Il medico, con ogni probabilità, prescriverà vari farmaci, tutti mirati ad eliminare i sintomi: infiammazione, contrazione muscolare e dolore. Quindi, miorilassanti, antinfiammatori e antidolorifici. Peccato che quei sintomi non siano espressione della patologia, ma siano la risposta necessaria dell’organismo per riparare la lesione che si è verificata a livello della colonna vertebrale.

Ragioniamo assieme: se si è verificata una lesione, quale migliore risposta dell'”ingessare” temporaneamente tutta la zona irrigidendo la muscolatura locale? E quale migliore risposta del dolore come strumento di dissuasione a movimenti che possono aggravare la lesione in corso? E, infine, quale migliore strategia di accendere il processo infiammatorio per riparare la lesione? Si perché il processo infiammatorio è (udite udite) il processo di riparazione dell’organismo, e lo si può leggere in qualsiasi testo di medicina.

Perché quasi tutti fanno questi errori clamorosi? Perché ci si dimentica subito di quanto studiato all’Università sui sintomi più comuni, quali febbre, diarrea, vomito, scialorrea, tosse, sudorazione e proprio infiammazione? Tutti vengono descritti come meccanismi di difesa elaborati dalla natura in milioni di anni, ma non vediamo l’ora di farli scomparire. Di certo, se non si è masochisti, il dolore, l’infiammazione e una contrattura muscolare non piacciono a nessuno, ma se si è consapevoli che sono necessari per arrivare alla guarigione, è più facile accettare l’idea di lasciar fare alla natura il proprio corso, ricorrendo all’indispensabile riposo. Il riposo è l’unico strumento che permette all’organismo di riparare la lesione: se prendiamo farmaci, ci sentiremo di fare attività che provocheranno danni successivi.

Lo sappiamo tutti che il mondo va di corsa e che spesso è impossibile fermarsi, ma se usiamo dei farmaci, almeno facciamo lo consapevolmente, consci di firmare delle cambiali che la natura presto o tardi ti chiederà di pagare con interessi spesso imprevedibili, quali, ad esempio, patologie croniche o irreversibili come le ernie del disco.

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