La bocca: questa sconosciuta

Forse pochi sanno quanto sia complessa la fisiologia del cavo orale. Alla nascita, il cavo orale è sterile, ma appena il cucciolo comincia succhiare il latte, inizia la progressiva colonizzazione di varie specie di batteri, cominciando dagli streptococchi salivari, mutans e sanguis per progredire con spirochete e batteriacee, stafilococchi, corinebatteri, lattobacilli (i cui acidi, se se ne verifica uno sviluppo abnorme, sono fra i più responsabili delle carie) e attinomiceti.

Ma la popolazione batterica è realmente complicatissima, e ciascuna colonia ha la sua precisa funzione, molte delle quali ancora poco o nulla conosciute. Tutti i saprofiti (i batteri presenti nei vari organi del nostro corpo) sono indispensabili e non dannosi. Lo diventano solo se l’organismo è debilitato o se entra dall’esterno un agente patogeno particolarmente potente o presente in grande quantità.

Se, viceversa, gli agenti patogeni esterni che possono venire a contatto con la bocca (ma anche per tante altre vie, prima fra tutte il respiro) non sono particolarmente dannosi o numerosi, l’organismo è in grado di neutralizzarli, anche attraverso la saliva, che è dotata di capacità disinfettante.

Cuccioli e batteri

Pensate ai cuccioli, anche umani, che mettono la bocca dappertutto, eppure non si ammalano se non in casi particolari. Ricordate che proprio il contatto con germi di tutti i tipi permette al sistema immunitario di completarsi e fortificarsi. È’ quindi errato preoccuparsi se i cuccioli fanno quello che fanno spontaneamente. Eppure, tutti questi meccanismi elaborati dalla natura in milioni di anni, mostrano di non funzionare, sfociando in placca, tartaro, alitosi, stomatiti e gengiviti.

Ma dove, perché e quando non funzionano? Perché è diventato necessaria una pratica assurda come il dover lavare i denti ai nostri animali?

Per capirlo, partiamo da una osservazione: certamente nessuno lava i denti a leoni, gazzelle o coccodrilli, eppure la dentatura o il cavo orale di questi animali  non presenta, se non in casi rari, problema alcuno. Anzi, i denti sono candidi e sani. Come mai? Il motivo è quello che abbiamo appena citato: la natura ha previsto meccanismi di autodifesa molto sofisticati per mantenere in efficienza il cavo orale. Ma questi meccanismi funzionano a patto che l’animale mangi quello che è naturalmente previsto per lui. I problemi iniziano quando si mette di mezzo l’uomo.

Il peggiore nemico

Se qualsiasi animale capita sotto le grinfie dell’uomo, ecco che cominciano i guai. Ovviamente l’alimentazione da lui proposta non assomiglia per nulla a quella naturale, avendola alterata con materie prime modificate, sostituite, incrementate enormemente attraverso i cicli di produzione intensivi. Ecco che compare la placca, il tartaro, le stomatiti, le gengiviti, le afte, l’alito pestilenziale. A seguire, inevitabilmente,  la necessità della detartrasi, fino alla pratica di dover lavare a cani e gatti i denti con lo spazzolino, il dentifricio e il filo interdentale. E, proseguendo nel tempo, la necessità di anestesie, estrazione dei denti malati, fino ad animali, specie i gatti, che necessitano addirittura dell’ablazione totale dei denti vacillanti a causa della piorrea o della retrazione delle gengive infiammate cronicamente. In pratica, è necessario mutuare quanto succede nel genere umano, che deve ricorrere all’amatissimo dentista.

Il ruolo triplice del cibo

Il cibo è sicuramente la causa fondamentale di tutti i problemi descritti. Andiamo ad analizzare i singoli elementi.

1) Per primo metterei il fatto che cani e gatti sono nati carnivori. Da ciò deriva l’intestino corto, la conformazione dei denti e la loro diversificazione: incisivi per strappare lembi delle loro prede, e molari e premolari per masticarli, ossi compresi. Considerate quanto diversa era l’attività masticatoria rispetto a quella attuale, ora che viene dato tutto macinato o molle e ove le crocchette, l’alimento apparentemente sostitutivo, non vengono pressoché masticate. Gli ossi, utilissimi alla pulizia meccanica dei denti, non vengono più dati (ed è il male minore, ma specie perché sono veri e propri depositi delle più svariate sostanze chimiche e farmacologiche), e non sostituiscono più le loro prede naturali. Queste ultime venivano strappate a lembi con gli incisivi, permettendo loro di svolgere la funzione naturale e di mantenersi sani, e tutto il corpo triturato interamente, ossa pelle e piume assieme, consentendo una masticazione fisiologica e mantenendo i molari in salute e puliti.

2) Per secondo, metto l’inquinamento chimico e farmacologico degli alimenti, fatto che costringe letteralmente l’organismo ad accendere processi infiammatori, che rappresentano dei veri e propri inceneritori che si fanno carico di disintegrarli. Uno degli organi che s’infiamma come meccanismo di difesa e’ proprio la bocca, fatto che destabilizza le sue varie funzioni, mettendo le basi per la formazione della placca, tartaro e così via.

3) Per terzo metto l’abitudine deleteria di dare, specie ai cani, dolci e alimenti zuccherati. Mi rendo conto che non è facile rinunciare a gratificare il nostro adorato amico anche in questo modo, ma, realmente, l’unico che viene gratificato senza conseguenze é chi dona, perché chi riceve si prepara ad avere una bocca progressivamente devastata.

Come difendere i nostri cani e gatti

Non è facile, ma si può diminuire molto questo rischio:

1) Per prima cosa, eliminare tutti i cibi che contengono zuccheri e carne derivante da allevamento intensivo. Ciò per allontanare i residui di ossitetraciclina, antibiotico largamente e legalmente usato nell’allevamento intensivo per la sua efficacia, assenza di tossicità evidente ed economicità. Questi residui farmacologici diventano inopinatamente tossici depositandosi nell’osso degli animali d’allevamento intensivo più comuni, pollo e maiale in testa. In tal modo, tutto ciò che contiene osso provoca infiammazioni (lo si vede chiaramente appena proviamo a darne uno al nostro cane), e una delle sedi d’infiammazione, come detto, è il cavo orale.

2) Seconda cosa, utilizzare dei masticabili che abbiano una forma e una consistenza che permettano una reale pulizia della bocca. Il nostro Chew, recentemente uscito sul mercato e facilmente riconoscibile per la sua forma tridimensionale attraente,  consente questo risultato. Unito a un alimento studiato per infiammazioni del cavo orale, potremo avere delle sorprese inaspettate.

Usiamo i poteri della natura

Ricordare che se date la possibilità all’organismo di lavorare secondo i criteri normali, anche patologie apparentemente incurabili possono in vari casi regredire. Lo dico perché ho avuto la possibilità di riscontrarlo numerosissime volte.

E quando la natura non basta?

Tutto ciò che ho descritto funziona solo se che si dedica ai propri pet ha tempo, voglia e capacità di far loro seguire i suggerimenti sopra esposti. Ed è vero anche che i pet sono cambiati rispetto agli animali selvatici, così come è cambiato il loro stile di vita. Ecco che, per supplire a nostre eventuali mancanze, ci vengono in soccorso i professionisti della toelettatura.

Affidatevi, allora, alla loro professionalità e la bocca tornerà, almeno per un periodo, smagliante come quella degli animali selvatici.

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