La pelle: quest’organo incompreso

La pelle rappresenta uno degli organi più complessi e importanti del nostro corpo. Essa ci protegge dagli elementi esterni, con i recettori del dolore ci avverte se siamo a contatto con una sostanza urticante, tossica, ustionante o se stiamo ferendoci con qualcosa. Guai se la pelle non ci lanciasse segnali immediati. Correremmo il rischio di trovarci con lesioni gravissime o addirittura mortali.

La capacità auto-rigenerativa della cute

La cute, il sottocute e il connettivo sono strutture perfezionatissime, che sono in grado di auto rigenerarsi, e il fenomeno meraviglioso della cicatrizzazione non deve finire di stupirci. Pensate a come, se non si può suturare una ferita aperta e profonda, essa riesce a formare un ponte che riempie tutta la cavità che si è formata, arrivando a chiudere anche zone scorticate di grandi dimensioni.

O subito o mai più!

Nel cane e nel gatto, le ferite cutanee rivelano una caratteristica veramente mirabile: se la ferita si infetta per la contaminazione di germi, ciò avviene pressoché subito, nello spazio delle prime 24 ore. Se non succede, anche la ferita più aperta non s’infetta, sicuramente anche per merito del potere disinfettante della saliva dei nostri amici e quattro zampe. Anche questo può sembrare impossibile, ma ho avuto veramente molte esperienze di cani o gatti scappati per la paura dopo un investimento o un trauma improvviso, ritornati magari dopo una settimana a cicatrizzazione delle lesioni avvenuta e senza segni d’infezione. Un esempio opposto sono i morsi fra cani.

Trattamento delle ferite da morso: mai suturarle subito

Le lacerazioni provocate da questi morsi NON vanno suturate, questo è il modo più facile di provocare un’infezione grave da germi anaerobi (germi che si sviluppano in assenza di aria). Con una semplice copertura antibiotica, ovviamente negli animali non scappati, si può lasciare la ferita aperta e anche senza particolari terapie o fasciature locali. Meglio suturare dopo due o tre giorni, anche se sono iniziati i processi di cicatrizzazione. Chiaramente, questa esperienza nasce proprio dai casi di animali fuggiti per lo shock, animali in cui le difese naturali dimostrano di non aver generalmente bisogno dell’intervento umano. Ovvio che non è sempre così, ma aiuta osservare gli animali selvatici, che, di fronte a lesioni tremende, muoiono molto meno frequentemente di quanto la logica farebbe pensare.

La pelle? Curatela altrove

Poche volte la pelle si deve curare localmente. Vi racconto una fatto sorprendente: in oltre trent’anni di professione clinica, veramente poche volte ho curato la pelle sulla pelle. L’ho fatto solo quando vi era pericolo di contagio per l’uomo o altri animali. Essa, a parte situazioni traumatiche, è sempre un organo bersaglio, e il problema è interno all’organismo. Tutte le medicine alternative lo sanno perfettamente ed evitano di curarla in loco, in quanto ciò provoca lo spostamento del problema agli organi interni. In pratica, la pelle è anche un importante organo di scarico e ha il preciso scopo, di drenare tossine formatesi negli organi interni.

La saggezza popolare

Un detto popolare recita ”male di pelle, salute di budella”. Questo detto veneto rispecchia fedelmente la realtà, e quando leggete le rubriche che vogliono stroncare la saggezza popolare, non date loro troppa retta, la saggezza popolare nasce dall’osservazione di ciò che succede nei millenni, e quasi sempre c’è molto di più che un fondo di verità.

La luna e la scienza

Lo sapete che ancora quarant’anni fa la scienza negava l’influenza della luna su decine di attività biologiche, come la crescita delle piante, la semina, l’imbottigliamento del vino, il fatto che bisogna segare la legna in luna calante per non averla bagnata e un camino invaso dal fumo, oppure che i parti aumentano sensibilmente con la luna piena? Lasciate pure agli scienziati le loro convinzioni, che l’omeopatia è l’agopuntura sono delle pagliacciate, lasciate che snobbino i Fiori di Bach e moltissime pratiche alternative. Per loro l’energia non esiste. Peccato che, ad esempio, la misurino quotidianamente con elettro ed encefalogramma.

Pelle e cortisone

Torniamo alla pelle: fate molta attenzione a non sopprimere le dermatiti con il cortisone, perché bloccate completamente il processo di guarigione. Chissà perché, per esempio, nessuno riflette sul fatto che bloccando la dermatite in persone soggette a depressione, quest’ultima peggiora, ritornando a migliorare quando i sintomi cutanei tornano ad aggravarsi. Non è strana, come coincidenza?

Omeopatia, solo acqua fresca!

Fra le tante esperienze che ho avuto nella mia vita di veterinario omeopata, mi ricordo bene la volta che, di fronte ad una dermatite gravissima, ho scelto un rimedio omeopatico che mi sembrava azzeccato. Il giorno dopo mi ha telefonato il proprietario entusiasta perché al cane la dermatite era letteralmente scomparsa in meno di 24 ore. Peccato che la mia reazione sia stata di sgomento, questo perché sapevo che sarebbe successo qualcosa di molto più grave di una pur grave dermatite.

Crisi epilettiche

Infatti, dopo meno di 48 ore il cane ha avuto una serie di convulsioni epilettiche. Credete che fosse una coincidenza? Assolutamente no, il blocco della dermatite aveva portato la patologia ad organi vitali. Per fortuna esiste un antidoto, sempre omeopatico, per bloccare l’azione del rimedio scelto in modo errato: la sua somministrazione ha fatto riemergere altrettanto rapidamente la dermatite, che ho trattato sempre omeopaticamente con maggiore attenzione, risolvendola con un sintomo che ha confermato la correttezza della scelta: un aggravamento temporaneo del quadro sintomatico.

Aggravamento omeopatico

Questo fenomeno, molto frequente in omeopatia, consiste in una esacerbazione temporanea della sintomatologia, che, tuttavia, si esaurisce presto e lascia il posto alla progressiva scomparsa fisiologica del problema. Altro che acqua fresca! La pelle la ritengo l’organo più difficile da curare e, onestamente, reputo la specializzazione in dermatologia una professione frustrante: la paragono a chi si trova con un buco nel terreno provocato da un rubinetto aperto e cerca di chiuderlo tappando il buco, mentre l’unico modo efficace è di  chiudere il rubinetto. La pelle dovrebbe essere trattata da uno internista esperto in dermatologia, colui che può valutare correttamente le correlazioni fra gli organi interni e quella struttura ancora tutta da scoprire che è la cute e i suoi annessi.

La pelle, un indice affidabile della salute

L’internista, in ogni forma di patologia, dovrebbe sistematicamente considerare il modello alimentare del suo paziente, perché avete già imparato da me quante patologie può provocare un’alimentazione inquinata o carente di principi fondamentali. Siamo quello che mangiamo, e la pelle è lo specchio della salute, e la maggior parte delle volte (ma non sempre), un mantello lucido e intatto, con una muta regolare e assenza di cattivo odore, è indice affidabile di un’alimentazione corretta.

Dermatologo o internista?

Se non ne conoscete uno che se ne intende di tutti e due gli argomenti, forse è meglio un buon omeopata.

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