Curare polli e tacchini con l’omeopatia

Nella mia clinica veterinaria curavo cani, gatti, qualche pappagallo e canarino, dei criceti e coniglietti. Ogni arma terapeutica era buona: antibiotici, rimedi omeopatici, agopuntura.

Quando ero chiamato negli allevamenti di polli, galline ovaiole, tacchini e conigli, usavo solo l’omeopatia, l’unica forma di terapia o di prevenzione che ti permetteva di curare anche decine di migliaia di capi in forma semplice (ovviamente se sapevi ben cosa fare). Pensate che era (ed è) sufficiente diluire il giusto rimedio nelle cisterne dell’acqua di bevanda, in quantità veramente insignificanti, per vedere reagire l’intero gruppo.

L’omeopatia sembra qualcosa di magico e assurdo, ma quando ne conosci le leggi, tutto trova la sua spiegazione. Devo dire che, per un veterinario, andare negli allevamenti intensivi è addirittura imbarazzante: gli animali da carne vivono in condizioni a dire poco spaventose, e anche se le leggi degli ultimi vent’anni hanno migliorato le cose, la situazione resta drammatica: lo spazio vitale resta scarsissimo e le povere bestie sono costrette a vivere in condizioni inaccettabili. Pensate che negli allevamenti di tacchini, almeno nel periodo che li curavo, gli animali erano letteralmente imbambolati e inebetiti, addirittura privi della forza o della volontà di muoversi davanti al mio procedere all’interno del capannone. La lotta per la vita portava tutti i più forti a raggiungere le mangiatoie, mentre i deboli venivano costretti ai bordi del capannone, finendo per soccombere. L’unica cosa che mi consolava era il fatto di sapere che, con la cura giusta, gli stessi animali diventavano più forti e vivaci, finendo per vivere un po’ meglio.

Purtroppo, il problema della sovrappopolazione umana porterà ad un grave dilemma: poiché è impossibile alimentare miliardi di persone con un’agricoltura sostenibile, e poiché l’allevamento intensivo degli animali da carne è destinato a scomparire gradualmente (e speriamo rapidamente, visto che è una vera e propria barbarie), come sara possibile dar da mangiare a tutti? Molto probabilmente l’umanità dovrà adattarsi a mangiare alghe e insetti ad integrazione della dieta vegetale.  Sigh!

Oltretutto, l’allevamento intensivo sta avvelenando la popolazione con i suoi residui farmacologici e provocando un continuo aumento della resistenza agli antibiotici. Onestamente, è difficile prevedere un futuro facile per l’umanità, specie finché i popoli ricchi  continuano a consumare molto di più di quello che siamo in grado di produrre, in pratica depredando la dispensa dei cibi destinati ai loro figli.

Pensate a una scena di questo tipo: a una tavola imbandita, i genitori mangiano, e i figli possono solo guardare!

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