Le due cause fondamentali delle patologie attuali

E’ indiscutibile che la vita media dell’uomo, ma anche degli animali domestici, sia nettamente aumentata nello spazio di pochi decenni.

Sappiamo che l’uomo è già arrivato a una vita media di ottant’anni, mentre il cane, la cui vita media era compresa, fino a vent’anni fa, fra i dieci e i tredici anni secondo la razza e la taglia (i cani giganti sono sempre vissuti meno delle razze piccole), arriva ora con facilità al traguardo minimo di 13/14 anni e a quello massimo di oltre vent’anni.

Ciò è legato fondamentalmente a un modello di vita senza stenti né carenza di cibo e alle vaccinazioni, che hanno letteralmente stroncato le malattie infettive più gravi. Inoltre, gli antiparassitari attuali hanno un’efficacia senza pari e riescono a tenere sotto controllo la maggior parte delle parassitosi più temibili.

Tuttavia, esistono due nuove emergenze che minacciano tutti e che permettono di arrivare all’invidiabile età media attuale solo se si riesce a schivarle.

La prima è l’inquinamento. Il responsabile di tutto ciò, come si può immaginare, è sempre l’uomo, completamente inconsapevole della sua capacità di alterare i cicli naturali e le leggi che, da sempre, sottendono la vita sul pianeta. L’equilibrio biologico sul nostro pianeta si è mantenuto finché l’uomo non ha iniziato a forzarlo per assicurare all’imperioso aumento della popolazione mondiale il cibo necessario e per dare a ciascuno un livello di vita assolutamente incompatibile con la sostenibilità ambientale.

L’utilizzo di fertilizzanti, antiparassitari, anticrittogamici, antifungini, disinfettanti, antibiotici, acidi e tutto l’armamentario chimico che è stato inventato per piegare l’ambiente alle nostre necessità, ha inquinato tutto e trasformato la biologia della terra in un deserto. L’humus, il substrato di microflora e microfauna necessario al terreno per mantenersi fertile è stato distrutto, e l’unico modo per produrre, in agricoltura, è quello di utilizzare fertilizzanti chimici. Non esiste pianta o animale che non sia infestato da parassiti sempre più indistruttibili, ed è sufficiente entrare in un consorzio agrario o in un garden per restare paralizzati dall’impressionante esposizione dei veleni in commercio. Nelle farmacie zootecniche vi è uno smercio di prodotti per l’allevamento intensivo altrettanto scioccante. Vi è abuso di antibiotici sia nell’uomo sia negli animali. Una recentissima statistica effettuata in Germania ha appurato che solo il 20% delle patologie trattate con antibiotici è dovuto a germi in cui è utile utilizzarli. I recenti esempi di ceppi di batteri insensibili agli antibiotici sono solo l’avanguardia di quanto può accadere: l’uso indiscriminato di questi farmaci così importanti e determinanti, sta portando a ceppi di germi insensibili, con il rischio reale di epidemie completamente incontrollabili, Nelle farmacie sono a disposizione veleni per le zanzare, per le mosche, per le vespe, si trovano deodoranti con sostanze dichiarate cancerogene come l’alluminio, profumi.

Nell’acqua degli acquedotti si trova di tutto, in quella delle fonti oligominerali, il livello dei nitriti ammessi è stato disinvoltamente aumentato, attraverso una nuova legge, di dieci volte oltre il limite che la ricerca aveva fissato come massimo tollerabile per l’uomo. I metalli pesanti infestano il pianeta. Le vernici che abbiamo in casa sono tossiche. L’inquinamento elettromagnetico svela progressivamente i suoi pericoli.

La seconda emergenza è la carenza assoluta di Omega3 nell’alimentazione sia dell’uomo che dei loro piccoli amici. Perché? La responsabilità è, tanto per cambiare, dell’uomo che, sempre per aumentare la produttività dell’allevamento, ha interrotto il ciclo dell’erba, unico alimento per gli animali terrestri ricco di Omega3, sostituendolo con gli insilati di mais, ricchi solo di Omega6. In tal modo ha sbilanciato completamente l’equilibrio naturale e creato le condizioni di ulteriori e continui processi infiammatori. In fatti, gli Omega3 hanno un potere antinfiammatorio, mentre gli omega6 hanno un potere esattamente contrario, creando le basi per infiammazioni croniche ubiquitarie. Quindi, se gli erbivori mangiano l’erba, il loro latte, carni, formaggi e uova saranno ricchi in omega3, se mangiano mais, saranno una bomba di Omega6. Gli Omega6, comunque indispensabili e utili, sono benèfici solo se in equilibrio con gli Omega3.

Quanto riferito sull’uomo accade anche nei cani e nei gatti. Infatti, gli alimenti in uso nel mondo petfood sono basati su un cereale (riso, grano o mais, ricchi esclusivamente di Omega6), sulle farine di carne e grassi animali, assolutamente privi di Omega3. Come a dire che la presenza di processi infiammatori cronici è pressoché garantita.

Nessuna volontà di fare terrorismo, ma solo di guardare in faccia la realtà. Cosa si può fare? Andiamo a vivere sulla luna? Poiché non sembra una buona soluzione, esiste, per fortuna un metodo per ridurre di molto il rischio.

Comments

comments

Visit Us On FacebookVisit Us On LinkedinVisit Us On YoutubeVisit Us On Twitter