L’omeopatia applicata alla clinica quotidiana

Credo, modestamente, di avere avuto indici di mortalità molto più bassi dei colleghi perché ero e sono un esperto in omeopatia, forma di medicina che, nei casi iperacuti rappresenta spesso l’unica arma efficace per tener in vita l’animale.

Posso affermare in tutta tranquillità che l’omeopatia è tutto fuorché acqua fresca come si ostina ad affermare la medicina ufficiale. Peccato che chi la pratica sia un medico che ha la stessa laurea degli altri e che, in più, ha studiato anche questa forma di medicina. Sarebbe logico contestarla se chi la studia non avesse le stesse basi scientifiche e gli stessi piani di studio dei colleghi, ma visto che non è così, l’atteggiamento più logico sarebbe quello, da parte di chi legittimamente diffida, andarla a studiare ed applicare, verificandone i risultati senza preconcetti. Oltretutto, i risultati delle cure omeopatiche, nonostante quello che si pensa, sono spesso molto veloci e, quindi, facili da verificare. Teniamo presente che, in veterinaria, non possiamo neanche contare sull’effetto placebo, effetto sicuramente importantissimo in ogni terapia, spesso addirittura fondamentale per la guarigione. Nella mia vita professionale ho avuto modo di curare omeopaticamente i cavalli, animali che rispondono in modo straordinario, arrivando a guarigioni impensabili. Ricordo tre casi, fra i non molti trattati (non ero un esperto del settore e i proprietari se ne accorgevano immediatamente, tendendo a interrompere il rapporto con me nonostante i risultati conseguiti): un cavallo da corsa molto importante, afflitto da laminite e già visto da vari luminari che ne avevano decretata l’impossibilità a guarire. Dopo una apparentemente banalissima cura dei globuli omeopatici identificati come rimedio alla malattia (somministrare delle pilloline come quelle caratteristiche dei rimedi omeopatici a un cavallo sembra a chiunque un non senso), il cavallo è tornato in salute, ritornando addirittura a vincere delle gare. Posso dire onestamente che spesso, con le cure omeopatiche, il primo a essere incredulo dei risultati era il sottoscritto. Con questa forma di medicina ti senti come un troglodita che riesce a gestire macchinari complicatissimi ma efficientissimi, usando delle regole precise e logiche, ma senza neppure avere delle cognizioni complete sulla materia. Eppure, dell’omeopatia ero e sono molto preparato, avendo frequentato un corso triennale, avendola studiata con scrupolo ed essendo stato direttore e fondatore di una scuola privata ad essa dedicata, ancor adesso esistente e regolarmente funzionante. Ho avuto l’onore di essere nominato segretario della Liga, associazione che unisce medici e veterinari di tutto il mondo e ho scritto un libro sulla teoria e metodologia omeopatica che viene ancora usato come libro di testo in questa scuola. Ho scritto anche altri testi di omeopatia (fra cui una materia medica veterinaria), che, tuttavia, non ho mai pubblicato. Fra i tanti lavori eseguiti per dimostrare l’efficacia di questa forma di terapia così poco considerata, si possono consultare, nel mio sito personale, quelli relativi agli animali da zoo, quelli relativi ai cavalli, quelli sul cane e sul gatto e quelli eseguiti, in collaborazione con un noto ricercatore della facoltà di radiologia di Padova, sui polli e sui tacchini. Tali ricerche, sicuramente le più importanti, dimostravano, senza ombra di dubbio, la capacità di alcuni rimedi omeopatici (tutti considerati “acqua fresca” dalla scienza) di aumentare in modo statisticamente e altamente significativo la densitometria ossea degli animali trattati rispetto a quelli non trattati. Anche di questo lavoro, mai pubblicato perché rifiutato o addirittura snobbato dalle riviste più prestigiose (Nature, Science, Medical Journal), troverete copia nel mio sito personale. Molti lavori “scientifici” sono spesso taroccati (alcune statistiche affermano che circa il 30% delle ricerche sono fasulle, cioè dirottate per dimostrare quello che si vuole), ma posso affermare, senza tema di essere smentito, che il lavoro in questione è corretto, ben fatto e dimostra in modo inequivocabile l’effetto dell’omeopatia.

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