L’alternativa omeopatica

L’omeopatia, da quando è stata scoperta, considera, correttamente, i sintomi per quello che sono, espressione di difesa dell’organismo, e secondo tale logica, sfrutta il principio de “il simile cura il simile”, utilizzando rimedi che aiutano l’organismo potenziando i suoi naturali meccanismi di difesa.

L’opposto significato attribuito dalla medicina convenzionale e dall’omeopatia ai sintomi, la prima considerandoli una negativa espressione di malattia, la seconda un positivo segno di reazione, ha determinato inevitabilmente un approccio concettuale ma anche terapeutico diametralmente opposto: la Medicina Omeopatica favorendo e modulando l’azione dei sintomi, la Medicina convenzionale eliminandoli o soffocandoli con molecole sempre più potenti.
Poiché entrambi i metodi hanno risultati inconfutabili e convalidati da lungo tempo, quali possono essere i parametri da scegliere per valutare con obiettività quale delle opposte concezioni sia quella più valida e corretta?
Che il sintomo sia un segno di reazione e non un segno della malattia lo dice la logica: la diarrea, il vomito, la scialorrea, la tosse sono dei canali aperti dall’organismo per allontanare tossine e veleni e le perdite consequenziali di liquidi ed elettroliti sono sempre il male minore. D’altronde la stessa Medicina tradizionale ha manifestato un notevole cambio di rotta rispetto ai tempi, non certo lontani, in cui, ad esempio, per la tosse veniva somministrata la codeina, per la scialorrea la atropina e per la diarrea il tannino: attualmente si sta bene attenti, in presenza di sostanze tossiche, a non bloccare il vomito e la diarrea, e nei fenomeni respiratori vengono privilegiate le molecole che portano alla cosiddetta maturazione ed espulsione del muco attraverso la tosse, vista finalmente come meccanismo indispensabile di eliminazione. Contemporaneamente, però, in un clima di enorme contraddizione, crea e favorisce l’uso di molecole che inibiscono la peristalsi intestinale: da una parte l’intestino accelera la peristalsi per liberarsi in fretta dei veleni in esso presenti, dall’altra si pensa di bloccarle con molecole ad hoc! E crea molecole anti-infiammatorie sempre nuove e sempre più potenti, che soffocano quei fenomeni infiammatori che qualsiasi libro di patologia descrive come il più importante processo di guarigione dell’organismo! Tali metodiche trovano una giustificazione solo nell’assenza di valide soluzioni alternative: tutta la medicina energetica, sia sotto il profilo teorico sia pratico, si rivela come un’insostituibile alternativa e uno strumento in grado di capire, trattare e guarire molte di quelle malattie considerate altrimenti inguaribili e quindi “curabili” quasi esclusivamente con gli onnipresenti anti-infiammatori.

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