L’ animale “cittadino”

Nello scorso articolo abbiamo accennato al ruolo che l’omeopatia specificatamente veterinaria può svolgere nel ritrovamento di un equilibrio più rispondente alle effettive esigenze dei nostri animali domestici.

Negli animali cittadini tali esigenze sono sempre più frequentemente disattese da un sistema di vita che ormai nulla ha di naturale. Ecco allora sotto gli occhi di tutti il forte aumento dei problemi comportamentali sia nel cane che nel gatto: quanti sono effettivamente gli animali che, vivendo a stretto contatto con l’uomo, riescono a mantenere con l’ambiente, con i loro simili e purtroppo con il loro stesso padrone quello stesso rapporto equilibrato e sereno che rappresentava la norma non più di 15 anni orsono?

Se si vuole mantenere un minimo di obbiettività, dobbiamo riconoscere che sono molto pochi e tra l’altro destinati a una continua diminuzione. D’altronde se si considera che il cane è una vera e propria “spugna” che assorbe sistematicamente tutte le problematiche dei padroni, tali deviazioni comportamentali diventano ineluttabili.

Chiunque abbia un minimo di spirito di osservazione ha più volte potuto notare come l’animale da compagnia tenda ad assomigliare sempre più strettamente al proprio padrone, specie purtroppo nei difetti.

Che cosa ha conservato, d’altra parte, di naturale l’ambiente in cui viviamo?

E come possiamo pensare che i nostri “amici” siano in grado di adattarvisi senza conseguenze? Li costringiamo a vivere in appartamenti sempre più ridotti, con ritmi di vita che sono fatalmente dipendenti dalle nostre necessità e dai nostri problemi e non certo dai loro. Proviamo a immedesimarci nel nostro cane, di avere lo stesso udito finissimo ed essere sottoposti all’incessante bombardamento dei suoni e rumori che ci circondano ed assillano permanentemente giorno e notte: penso che strilleremmo costantemente la nostra rabbia contro il mondo intero, esattamente come lui abbaia sempre più frequentemente magari a persone o a situazioni che conosce perfettamente e che quindi dovrebbe completamente ignorare. Tale bombardamento acustico, unito comunque a molte altre cause che tratteremo in seguito, ha provocato il forte aumento di cani che abbaiano perennemente o che tentano di aggredire chiunque passi anche quando sono sistemati in comodi parchi o in più che adeguati spazi verdi. Pensiamo d’altronde a come provvediamo di norma alle sue necessità fisiologiche: passeggiate brevissime e frenetiche durante le quali magari lo esortiamo alla massima fretta possibile; per il gatto una vita spesso costantemente al chiuso di un appartamento, senza mai la gioia di assaporare il tepore del sole sulla pelliccia o la stimolante brezza di una bella giornata di primavera. E’ vero che, spesso, tali privazioni nascono solo dal legittimo desiderio di non vedercelo finire sotto un’autovettura, ma altrettanto spesso trattiamo il nostro animale come un oggetto mortificandone molte volte anche la sessualità con metodi chirurgici o chimici per non aver fastidi con le caratteristiche “scie odorose” e con i miagolii incessanti dei periodi del calore. All’opposto molti problemi per i nostri animali nascono dai sensi di colpa che fatalmente derivano dalle numerose restrizioni cui li sottoponiamo: tali sensi di colpa conducono all’incapacità di saper o voler porre alcun limite educativo ai nostri amici facendone spesso dei veri e propri disadattati. Ecco allora spiegato il gran numero di animali aggressivi, mordaci con gli stessi padroni, ipersensibili a qualsiasi stimolo esterno o al dolore; oppure eternamente agitati, ululanti: tali soggetti non vengono normalmente educati in alcun modo a limitare certe abitudini od atteggiamenti e si sentono quindi autorizzati a qualsiasi tipo di comportamento. Anche la paurosità e la timidezza hanno spesso origine in un comportamento poco sicuro del padrone dell’animale.

E’ evidente che tali problematiche potranno essere risolte alla radice solo attraverso diversi sistemi di convivenza e di educazione (ma del proprietario!) ma è altrettanto vero che molte situazioni potranno essere risolte brillantemente con adeguati trattamenti omeopatici. L’omeopatia è, infatti, in grado di ottimizzare la risposta degli animali a qualunque tipo di stress, riducendone quindi drasticamente anche le conseguenze.

Prima di affrontare le tecniche che possono permetterci di correggere le situazioni descritte in precedenza, nel prossimo numero parleremo delle regole che, fin dalla più tenera età del cucciolo, permetteranno una valida prevenzione a tali problemi.

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