Omeopatia ed avicoltura

Anche il campo avicolo si presta molto bene alle terapie di tipo omeopatico, e sono ormai numerose le esperienze, sia cliniche che sperimentali, che mettono in luce come i trattamenti omeopatici permettano di ottenere buoni risultati sia terapeutici che preventivi, abbattendo oltretutto nel contempo i costi di intervento.

Schemi di intervento che tengano nella dovuta considerazione le peculiarità di ciascun allevamento possono permettere di tenere sotto controllo le patologie più temibili, dal colpo di calore estivo alle colibacillosi, dalle patologie respiratorie a quelle parassitarie, dalla fragilità del guscio nelle ovaiole alle patologie degli apparati di sostegno dei tacchini.

Uno dei risultati più interessanti messi in rilievo dagli schemi di trattamento omeopatico riguarda le caratteristiche organolettiche dei soggetti trattati: queste risultano quasi costantemente superiori a quelle dei soggetti trattati tradizionalmente, ed il gusto, la consistenza, il colore e la fragranza dei polli e tacchini allevati con criteri omeopatici si riconoscono al primo impatto. Possiamo garantire che gli addetti alla macellazione riconoscono senza difficoltà i soggetti trattati omeopaticamente dagli altri. In attesa di criteri oggettivi che possano codificare in modo inequivocabile e corretto tali miglioramenti, saranno comunque i giudizi disinteressati dei consumatori a confermarne la validità.

Esistono comunque ostacoli assai difficili da superare, primo fra tutti l’elevatissimo numero di variabili esistenti nel campo aviare: problemi stagionali, atmosferici, logistici, di razza, di ciclicità e di modificazione continua dei fenomeni patologici, alimentari ed altro, determinano un tale intrico di combinazioni possibili da impedire l’uso di modelli standardizzati di trattamento. Risulta quindi necessario adattare le terapie sia preventive che curative alle situazioni che mano a mano si presentano.

E’ anche necessario tenere presente che il concetto stesso di allevamento intensivo è antitetico in modo assoluto alle leggi biologiche naturali: quanto più si cerca di concentrare un certo numero di animali in uno spazio ristretto, tanto più la natura risponde, attraverso quei meccanismi di selezione spontanea che sono rappresentati dalle malattie, cercando di ripristinare il numero di soggetti ideale per tale ambiente; e quanto più la farmacologia riuscirà a trovare molecole in grado di arginare determinate patologie di massa, tanto più la natura elaborerà nuove forme patologiche sempre più iperacute e fulminanti per cercare di “riportare l’ordine”. E’ quindi ipotizzabile, come d’altronde lascia largamente intuire il presente, che il teatro futuro degli allevamenti intensivi sarà costituito da una sempre più difficile lotta fra farmaci sempre più potenti e malattie sempre più devastanti. In questo sconsolante quadro, una forma di terapia, come quella omeopatica, che mira ad esaltare i meccanismi di difesa naturali, può ovviamente trovare una collocazione di rilievo.

Il settore avicolo, proprio per i grandi numeri che può offrire, si presta assai bene anche a lavori di tipo sperimentale, gli unici che possono permettere all’omeopatia di acquisire una dignità veramente scientifica.

Comments

comments

Visit Us On FacebookVisit Us On LinkedinVisit Us On YoutubeVisit Us On Twitter