La fisiologia dell’aggressività

La premessa è che esperienze non cambiano il carattere, ma possono modificare il comportamento. Se andiamo ad analizzare quali sono le cause più comuni che inducono un cane ad essere aggressivo, vedremo che ogni cane si comporta in un certo modo per l’interazione fra due componenti, quella genetica e quella ambientale.

La prima, che si manifesta nell’indole individuale, è rappresentata, oltre alle logiche somiglianze morfologiche, dalle caratteristiche comportamentali ereditate dai genitori. La componente ambientale sarà fortemente influenzata dalla convivenza con persone o altri animali, dall’educazione che riceverà e dal territorio nel quale dovrà vivere, anche se le doti caratteriali non potranno in alcun modo essere completamente trasformate.

Se il cane geneticamente ha stampato un corredo da capo-branco, non potremo mai pretendere di farlo diventare un gregario.

Chi si prende un soggetto dominante deve sapere che si assume una bella responsabilità.

Per evitare di scegliere un cucciolo “sbagliato” (almeno per le proprie caratteristiche), esistono, comunque, vari test che possono valutare la “reattività” del soggetto. Il test caratteriale di Campbell, come tutti i test, non potrà dare risposte certe, ma rappresenta uno screening importante per capire con “chi si ha a che fare”. Nel campo del comportamento canino, si sentono mille pareri diversi, ma è importante chiedere a se stessi se si vogliono avere risposte scomode ma vere, oppure risposte rassicuranti e che ci fanno sentire bene, ma false. Quanto bello è sentirsi rispondere da un “esperto” che le razze pericolose non esistono, che i metodi gentili sono quelli ideali! Ma se poi non è vero, chi ci ripagherà di situazioni assai sgradevoli che dovremmo affrontare col proprio cane e come reagiremo alla lettura che un cane ha aggredito e magari ucciso un adulto o addirittura un bambino? Ci chiuderemo gli occhi e continueremo a sostenere che è sempre colpa delle persone?

E’ sufficiente guardare le statistiche riguardanti le visite al pronto soccorso per lesioni da morsi per rendersi conto che il problema non può essere trattato con frasi fatte o con superficialità. Il punto è che, se valutiamo le cucciolate con il test di Campbell, ci troviamo a osservare che l’ottanta per cento dei cuccioli va a collocarsi nella fascia dei “molto dominanti” e “dominanti”, e che i cani “sottomessi” sono, conseguentemente, molto pochi.

Domanda: ma se, correttamente, gli esperti ci consigliano di scegliere i soggetti con il profilo psicologico più equilibrato (non più del 20%), gli altri chi li deve prendere?

Proviamo a identificare il profilo psicologico del cucciolo proprio con il test di Campbell e attraverso alcuni semplici esercizi che esso propone.

Profilo psicologico di un cucciolo

1) Temperamento: s’identifica con la velocità di reazione di fronte agli stimoli.

2) Tempra: capacità di sopportare degli stimoli negativi, sia fisici che psichici, senza modificare il proprio comportamento.

3) Docilità: capacità di accettare l’uomo come un superiore gerarchico.

4) Socialità: capacità di interagire e cercare il contatto fisico di persone sconosciute

5) Predisposizione a essere soggetto a stress

6) Equilibrio psichico

7) Predisposizione all’aggressività.

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