Il test di Campbell

Da eseguire su cuccioli dell’età compresa fra le sei e le otto settimane.

Esercizio n. 1, denominato “Attrazione sociale”. Serve a valutare il probabile livello di dipendenza che avrà nei confronti del futuro proprietario: allontaniamoci dal cane di alcuni metri e, dopo esserci inginocchiati nella sua direzione, battiamo le mani. Reazioni possibili:

Molto dominante (MD): accorre velocemente a coda alta, saltandoci addosso e

mordicchiando le mani.

Dominante (D) viene incontro, ma raspando le mani senza morderle.

Sottomesso (S) viene velocemente a coda bassa.

Molto sottomesso (MS) viene indeciso a coda bassa.

Inibito (I) si allontana.

Esercizio n. 2, denominato “Attitudine a seguire la persona”: serve a valutare il probabile livello di tendenza a seguire il proprietario. Allontaniamoci dal cucciolo con andatura normale, assicurandoci che ci stia guardando. Reazioni possibili:

Molto dominante (MD): ci segue a coda alta, mordicchiandoci i piedi.

Dominante (D) ci segue volentieri.

Sottomesso (S) ci segue a coda bassa.

Molto sottomesso (MS) ci segue indeciso a coda bassa.

Inibito (I) resta fermo o si allontana.

Esercizio n. 3, denominato “reazione alla sottomissione”. Serve a valutare il probabile livello di sottomissione al proprietario: in ginocchio accanto al cucciolo, schieniamolo delicatamente e manteniamolo in questa posizione con una mano sul torace per trenta secondi. Reazioni possibili:

Molto dominante (MD): si ribella violentemente mordendoci le mani.

Dominante (D) si ribella dimenandosi.

Sottomesso (S) si ribella per breve tempo.

Molto sottomesso (MS) lecca le mani.

Inibito (I) –

Esercizio n. 4, denominato “dominanza sociale”. Serve a valutare il probabile livello di accettazione della superiorità gerarchica: sempre in ginocchio, si accarezza il cucciolo con pressione leggera, partendo dalla testa e arrivando alla coda, per trenta secondi. Reazioni possibili:

Molto dominante (MD): ringhia, morde e raspa con le zampe.

Dominante (D): salta addosso e raspa, senza mordere.

Sottomesso (S): ci lecca le mani

Molto sottomesso (MS): si gira per leccarci

Inibito (I): cerca di allontanarsi

Esercizio n. 5, denominato “dominanza mediante elevazione”. Serve a valutare il probabile livello di accettazione della dominanza: solleviamo il cucciolo di una ventina di centimetri da terra, tenendolo con le mani incrociate sotto il suo ventre per trenta secondi. Reazioni possibili:

Molto dominante (MD): si divincola con violenza, ringhiando e mordendo.

Dominante (D): si divincola violentemente.

Sottomesso (S): si ribella ma si calma e ci lecca le mani.

Molto sottomesso (MS): ci lecca le mani.

Inibito (I): –
Per un giudizio complessivo si dovrà verificare la coerenza delle reazioni.
Un cucciolo con almeno due Molto dominante (MD) o tre Dominante (D), da adulto sarà un cane che reagirà con aggressività ad ogni provocazione, con tre o più Sottomesso (S) sarà dotato di buona capacità di adattamento alla famiglia e sarà un cane dolce ed equilibrato. Se le reazioni saranno due o più Sottomesso (S) o Molto sottomesso (MS), da adulto sarà un cane che dovrà essere sempre trattato con dolcezza e comprensione. Se, infine, se risulterà avere due Inibito (I), sarà estremamente sottomesso e necessiterà di molto affetto, arrivando a mordere esclusivamente per autodifesa. Un soggetto di questo tipo sarà il cane adatto a tutti i bambini. Per comodità attenersi alla seguente tabella.

1-2  MD o più Dominante e aggressivo
2-3 D o più Dominante ed estroverso
3 S o più Equilibrato
2/3  MS e/o I Sottomesso
2 MS e/o I Cucciolo mal socializzato

In ogni caso, si deve rilevare che, qualsiasi sia il corredo caratteriale del cucciolo, sarà importante applicare metodi di educazione che tengano conto delle differenze individuali. E’ letteralmente impossibile applicare un metodo standard nel processo educativo di un cucciolo.

Il carattere del nostro cane è determinato anche dalla capacità individuale di apprendere e di ricordare le esperienze vissute.

Se si ha la fortuna di avere scelto, consapevolmente o inconsapevolmente, un soggetto Sottomesso (S) o Molto sottomesso (MS), problemi non ce ne saranno. Se il cucciolo è MD o D, è molto importante non sottovalutare o giustificare i primi segnali di aggressività, preparando in tal modo inconsapevolmente la strada a un’escalation degli episodi di violenza. La dinamica somiglia in modo impressionante a quanto accade in molte coppie di conviventi. Inizia (solitamente l’uomo, ma in aumento i casi di violenza femminile) con gli insulti, si passa allo schiaffo, accettati purtroppo dal partner, e si arriva, per gradi, ai pugni, alle bastonate e alle lesioni sempre più gravi, terminando, in determinati casi, addirittura con l’uccisione, specie quando quest’ultimo decide di lasciare o ha già lasciato il compagno violento. Anche nel cane la progressione è similare: il soggetto Molto dominante inizia, spesso già da poche settimane di vita a ringhiare ai “proprietari”, a ribellarsi alle imposizioni, arrivando al primo morso e, in successione, se non viene fermato nel modo corretto, ad attacchi sempre più gravi. Il problema principale è il grado di autorità del proprietario: purtroppo, la capacità di leadership è in buona parte innata e, normalmente, nessuno ha la capacità di conferirsela. Come a dire che, se torniamo alla constatazione della netta e innaturale predominanza numerica dei soggetti capobranco in qualsiasi cucciolata, è facile capire perché molti, troppi cani mordono per primi proprio quei padroni che padroni proprio non sono (scusate il gioco di parole).

La distinzione fra dominanza e leadership sta nel metodo di applicazione dell’autorità: il soggetto dominante comanda solo perché è il più forte, il leader, al contrario, comanda perché i sottoposti riconoscono i vantaggi che ne derivano. Come a dire che il leader è anche dominante mentre il dominante non è automatico che sia un leader.

La degenerazione arriva al culmine quando un soggetto giunge a uccidere un bambino o un adulto della famiglia in cui vive.

Non stiamo parlano di pochi casi: la violenza del cane riguarda un numero veramente importante di famiglie, le quali, fra l’altro, troppo spesso non si rendono conto nel modo più assoluto della cosa e negano ogni evidenza. Anche questa situazione è perfettamente analoga a quanto succede in campo umano: degli incredibili errori di comportamento educativo e relazionale di una famiglia si accorgono solo i parenti, i conoscenti e gli amici. Ovviamente, la situazione è reciproca e la famiglia A si rende conto degli errori della famiglia B, mentre la famiglia B vede perfettamente gli errori della famiglia A!

Per concludere, voglio mettere in rilievo che quanto affermato proviene dalla personale esperienza clinica maturata sia nel campo dei cani “di casa”, sia in quello degli allevatori, senza possedere, comunque, delle basi scientifiche sul comportamento. Ritengo che queste osservazioni possano, comunque, rappresentare un tema di confronto e di discussione con chi è specialista, con lo scontato fine di conoscere meglio i meccanismi che regolano il comportamento del migliore amico dell’uomo (?).

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